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Page:Rousseau - Collection complète des œuvres t7.djvu/446

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Fu stupor, fu vaghezza, e fu diletto,
S’amor non fu, che mosse il cor villano.
Narra (ei le dice) il tutto : ecco io commetto,
Che non s’offenda il popol tuo Cristiano.
Ed ella : il reo si trova al tuo cospetto :
Opra è il furto, Signor, di questa mano :
Io l’immagine tolsi : io son colei,
Che tu ricerchi, e me punir tu dei.


Cosi al pubblico fato il capo altero
Offerse, e’l volse in se sola raccorre.
Magnanima menzogna, or quando è il vero
Si bello, che si possa a te preporre ?
Riman sospeso, e non si tosto il fero
Tiranno all’ira, come suol, trascorre.
Poi la richiede : Io vuo’che tu mi scopra ;
Chi diè consiglio, e chi su insieme all’opra.


Non volsi far della mia gloria altrui
Né pur minima parte, ella gli dice,
Sol di me stessa io consapevol sui,
Sol consigliera, e sola esecutrice.
Dunque in te sola, ripigliò colui,
Caderà l’ira mia vendicatrice.
Disse ella : E’giusto ; esser a me conviene,
Se fui sola all’onor, sola alle pene.