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ANNEXES


Poésies de Michel-Ange


I

Voir page 52


Signor, se vero è alcun proverbio antico
Questo è ben quel, che chi puo mai non vuole.
Tu ai creduto à favole e parole
E premiato chi è del ver nimico.
I’ sono e fui gia tuo buon servo antico,
A te son dato come e raggi al sole,
E del mie tempo non ti incresce o dole,
E men ti piaccio, se piu m’ afalico.
Gia sperai ascender per la ua alteza,
E ’l gusto peso e la potente spada
Fussi al bixognio e non la voce d’echo.
Ma ’l cielo è quel ch’ ogni virtu dispreza
Locarla al mondo, se vuol, c’ altri vada
A prender fructo d’un arbor, ch’ secho.

(Poésies, édition Frey, III)


II

Voir page 65–66


I’ o gia facto un gozo in questo stento,
Come fa l’aqua a gacti in Lombardia
Over d’ altro paese che si sia,
Ch’ a forza ’l ventre apicha socto ’l mento.

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